Buone pratiche per la PA: #4 partire dalle piccole cose

Per avviare un processo di cambiamento e innovare i Comuni e la Pubblica Amministrazione in generale, è bene partire dalle piccole cose per costruire gradualmente quelle grandi.

In Italia siamo amanti del “piccolo”. La maggior parte delle nostre aziende sono piccole o medie. Questo, in molti casi, ci ha permesso di distinguerci tra gli altri Paesi, perché le dimensioni ridotte ci costringono a puntare tutto sulla qualità, sull’eccellenza.

Piccoli Comuni e Unioni

Piccoli sono anche i nostri Comuni: in Italia più di un Comune su due non supera i tremila abitanti. Al giorno d’oggi, però, “piccolo” rischia di equivalere a “insignificante”. A causa delle loro dimensioni ridotte, alcuni Comuni potrebbero non riuscire a prendere parte a ciò che accade in un contesto più ampio. Questo, ahinoi, equivale in pratica a non esistere.

In molte realtà si sta correndo al riparo formando Unioni, cioè aggregati di Comuni vicini. Ciò permette di creare una massa critica e unire le forze dei diversi enti, beneficiando di un’economia di scala tramite l’offerta efficiente e coordinata di un maggior numero di servizi. Certo, non è tutto rose e fiori, ma rimanere soli sarebbe molto peggio.

Il problema principale del creare un’Unione è che necessita di un percorso burocratico complesso e di tanto tempo. Nel frattempo i singoli Comuni rischiano di rimanere indietro, di pianificare una collaborazione bellissima ma che, una volta realizzata, è già “datata”.

E allora perché non cominciare da qualcosa di piccolo, farlo bene, portare a casa il risultato e su quello costruire un secondo passaggio, un po’ più grande, un po’ più ambizioso. Unirsi diventerebbe così la conseguenza di iniziative che hanno funzionato, di lezioni imparate e di esperienza fatta insieme. Non sarebbe qualcosa di calato dall’alto e deciso chissà dove, con chissà quali conseguenze.

Partire dalle piccole cose, partire da Comuni-Chiamo

Siamo davvero convinti dell’importanza di procedere a piccoli passi sulla strada dell’innovazione. Per questo, abbiamo sviluppato uno strumento che, a nostro parere, può aiutare tutti i Comuni (ma ora anche le aziende, le aziende di manutenzione e chi organizza grandi eventi) ad affrontare gradualmente e quotidianamente il processo di cambiamento e ammodernamento interno.

Abbiamo immaginato Comuni-Chiamo come un luogo in cui la cittadinanza possa convivere e comunicare con il proprio Comune, a prescindere dalle dimensioni di quest’ultimo. Comuni-Chiamo, infatti, si adatta bene sia alle città grandi sia a quelle più piccole.

Quando sentiamo dire che un Comune non vuole girare le segnalazioni a quello limitrofo perché “”tra i due non ci sono buoni rapporti”” un po’ ci rattristiamo e un po’ ci arrabbiamo. Perché unire le forze e fare squadra è l’unico modo per costruire qualcosa di più grande, più solido. I grandi progetti vanno benissimo, ma c’è anche bisogno di cose piccole, piccoli gesti che facciano sentire tutte e tutti parte di qualcosa.

Noi ci crediamo; contattaci se ci credi anche tu.