Innovare nei Comuni costa troppo?

Oggi diamo inizio ad una piccola rubrica in 4 puntate dedicata a sfatare quei miti che ancora accompagnano la volontà di innovare nei Comuni e in altri enti pubblici. Forti di un’esperienza ormai decennale nel settore, noi di Comuni-Chiamo sentiamo di poter dire che spesso le obiezioni sollevate contro l’innovazione sono falsi problemi. Cominciamo quindi prendendo in considerazione un’affermazione che ci siamo sentiti ripetere molto spesso: “innovare nei Comuni costa troppo“.

Valutare un investimento: costi vs benefici

Il Comune non può sostenere anche questa spesa.

È vero, la Pubblica Amministrazione ha bilanci risicati, ogni anno sempre di più. D’altra parte, scegliere come spendere soldi pubblici richiede un mix di esperienza e coraggio.

Troppo spesso i Comuni scelgono tenendo in considerazione solo i costi economici, senza valutare l’impatto positivo in termini di risparmio, efficienza e maggior qualità che una soluzione innovativa può apportare. Magari i risparmi sono anche maggiori dei costi ma, se non vengono considerati, è come se non esistessero. Così si finisce con lo scegliere sempre la soluzione più economica, rinunciando ai benefici che altre scelte più coraggiose avrebbero comportato.

Valutare un investimento non è mai semplice, ma è una competenza necessaria in un’organizzazione, una competenza che può essere supportata. Noi, ad esempio, siamo soliti suggerire ai Comuni che stanno  valutando se adottare Comuni-Chiamo di contattare quelli che ci hanno già scelto. Non c’è modo migliore per far percepire loro gli impatti positivi sui processi interni di lavoro, l’ottimizzazione delle attività e la soddisfazione delle persone che lavorano negli uffici comunali.

L’efficienza: il fattore chiave

Anche se spesso si rischia di dimenticarlo, infatti, rendere più efficiente il lavoro delle persone è uno dei modi migliori di ottimizzare le risorse. Rimuovere le attività inutili e snellire lo svolgersi di quelle utili consente di dedicare più tempo ad attività che prima non potevano essere fatte, o che venivano esternalizzate. Inoltre, aspetto non meno importante, aumenta anche la soddisfazione delle persone verso il proprio lavoro (a nessuno piace fare qualcosa che non serve a nulla).

Ecco quindi che i nostri Comuni arrivano a risparmiare fino al 40% del tempo dedicato alla gestione delle segnalazioni. Come? Rimuovendo passaggi e controlli non necessari, semplificando le attività di chi lavora, comunicando le informazioni giuste al momento giusto. Questi e tanti altri piccoli miglioramenti, sommati, fanno la differenza.

Davvero, quindi, innovare costa troppo?

Con il software di Comuni-Chiamo chi lavora in Comune riesce a gestire in modo ordinato un numero maggiore di segnalazioni e a dedicare più cura alle singole pratiche. Cittadini e cittadine, inoltre, possono ricevere aggiornamenti e risposte in tempi più brevi.

Il tutto avviene senza stravolgere nulla, ma semplicemente snellendo e sistematizzando il processo di gestione, grazie a un software pensato per semplificare e ridurre il lavoro delle persone.

Con l’acquisto del gestionale Comuni-Chiamo, il lavoro negli uffici comunali ha lo stesso stesso costo economico, se non minore. Nello stesso tempo a disposizione si svolge però più lavoro, e lo si svolge in modo più ordinato. Siamo ancora sicuri che l’innovazione comporti costi eccessivi?

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