Indifferenziata, carta, plastica e umido: come fare la raccolta differenziata?

Se vogliamo raggiungere grandi risultati dobbiamo abituarci a fare piccole azioni ogni giorno in maniera costante.

Un concetto che vale anche quando parliamo di raccolta differenziata. Se vogliamo salvaguardare il futuro della nostra terra dobbiamo iniziare a produrre meno rifiuti e a riciclare il più possibile.

Ma per ottenere dei risultati tangibili dobbiamo impegnarci tutti assieme, partendo dalle piccole azioni che guidano la nostra quotidianità.

La salvezza dell’ambiente parte anche dalle nostre case, tutti i giorni attraverso la raccolta differenziata.   

Per questa ragione, e soprattutto per non rendere vani i nostri sforzi, dobbiamo sapere come fare la raccolta differenziata nel modo più corretto.

Anche perché se alla partenza sbagliamo a fare la raccolta differenziata, renderemo difficile tutto il processo di gestione dei rifiuti e riciclaggio.

 

Cosa buttare nell’indifferenziata

 

Nell’indifferenziato ci finiscono tutti quei rifiuti che non trovano collocazione negli altri bidoni, e che quindi non possono essere riciclati.

Qui ci finiscono anche quei prodotti che sono sì di plastica ma non riciclabile, o sono contaminati e sporchi di cibo o altre sostanza; oppure anche quella che potrebbe sembrare carta ma che perché trattate non possono essere riciclate, come ad esempio la carta da forno, carta per alimenti o gli scontrini.

Così anche la gomma, dagli oggetti alle gomme da masticare, devono essere buttati nell’indifferenziato.

E attenzione, anche escrementi di animali, lettiere e ossi vanno raccolti nell’indifferenziata.

 

Cosa buttare nella carta

 

Abbiamo già precisato che la carta trattata che in un primo momento ci viene d’istinto voglia di buttare nel pattume della carta, va invece gettata nell’indifferenziato.

Non solo carta ma anche cartoni, che naturalmente devono essere puliti, quindi no ai cartoni di pizza con residui di mozzarella e pomodoro, o a carta sporca di colla.

Sono invece riciclabili riviste, giornali, libri e quaderni. E anche i cosiddetti poliaccoppiati, come i contenitori del latte e succhi di frutta, senza naturalmente le parti in plastica.

Ma ricordatevi che la prima regola del riciclo della carta è limitare lo spreco 😀

 

Cosa buttare nella plastica

 

La plastica è uno dei materiali più riconoscibili e facilmente riciclabili, ed è anche assolutamente non biodegradabile. E purtroppo ne siamo completamente sommersi.

Il riciclo della plastica bisogna farla bene, perché non basta riconoscerla e azzeccare il pattume giusto. Ma dobbiamo capire che non tutte le plastiche sono uguali e quindi riciclabili, e che anche se è pattume, va preparata al riciclo.

La plastica che buttiamo nel suo apposito contenitore per il riciclo deve essere pulita da eventuali residui di cibo altro, e ridotta di volume per ottimizzare lo spazio che occupa.

Oltre a pulire da possibili resti di cibo o prodotti da bagno, dobbiamo premurarci di staccare eventuali etichette di carta e altri materiali non considerabili come plastica riciclabile.

Sì a piatti e bicchieri monouso di plastica, ma no a quelli in materiale biodegradabile che devono invece essere buttati nei rifiuti organici.

Infine sì a blister dei medicinali e reti di plastica per frutta-verdura, ma no a giocattoli o oggetti in plastica spessa o rigida, come sedie, utensili, biro etc…

 

Cosa buttare nell’umido

 

Nell’umido, o organico, finiscono tutti i rifiuti alimentari quindi principalmente scarti e avanzi che siano cotti o crudi. E naturalmente anche i cibi scaduti e avariati, l’importante è che vengano gettati senza involucro.

Nell’organico vanno gettati anche i tovaglioli e fazzoletti di carta, l’importante è che non ci siano stampe.

Attenzione a non gettare liquidi, metalli e assorbenti/pannolini anche se compostabili. Ma non solo, il sacchetto da utilizzare per la raccolta dell’umido deve essere non solo biodegradabile ma anche compostabile.

 

Cosa buttare nel vetro  

 

Nella campana del vetro possiamo gettare i vasetti, le bottiglie e i barattoli di vetro, naturalmente ben puliti da possibili residui di cibo o altri elementi. Ma ci sono altri oggetti che ci traggono in inganno perché sembrano vetro ma non sono riciclabili, ad esempio addobbi di natale, lampadine, specchi e cristalli.