Reati, sicurezza e insicurezza sociale nel 2017

Oggi parliamo di sicurezza e insicurezza sociale, di reati commessi e di pericolosità percepita. Ma anche di come la sicurezza e l’insicurezza vengono comunicate e rappresentate, anche e soprattutto a livello mediatico. Sono tutti grandi temi, quindi partiamo dal “piccolo”.

Sono Gloria e ho 30 anni. Per i miei primi 19 anni ho vissuto a San Mauro Pascoli, 12.000 anime in provincia di Forlì-Cesena, territorio di circa 400.000 abitanti. Da 11 anni, invece, vivo e lavoro a Bologna, città di 400.000 persone a cui si aggiunge una popolazione di 85.000 studenti. Nel 2016 a Bologna si sono consumati 67.022 reati (1 ogni 7,24 abitanti). Nello stesso anno, in tutta la provincia di Forlì-Cesena ne se ne sono contati 15.945 (1 ogni 25 abitanti).

Se durante le sere invernali cammino sola per le strade di San Mauro mi sento più inquieta e agitata di quando passeggio, sempre sola, per qualche via secondaria di Bologna.

Un po’ di dati: reati denunciati, sicurezza e insicurezza

I dati nudi e crudi pubblicati dall’Istat ci dicono che negli ultimi anni sono in progressiva diminuzione tutti tipi di reati denunciati dalle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria. Erano 2.818.834 nel 2012 e 2.487.389 del 2016. Si tratta, per la precisione, di 331.445 reati in meno in 4 anni.

A febbraio 2017, invece, è stato pubblicato il rapporto “L’Europa sospesa tra inquietudine e speranza – Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e Europa” con una serie storica di dati rilevati nel decennio 2007 – 2017. Il documento, il decimo nel suo genere, è stato elaborato da Fondazione Unipolis, Demos&Pi e Osservatorio di Pavia, ed è scaricabile al link qui sopra. Ai sondaggi hanno partecipato 1.619 persone, intervistate in merito a varie tematiche, riguardanti sia il contesto europeo sia quello italiano.

Tra le varie domande, prendiamone in considerazione un paio che riguardano la sicurezza/insicurezza sociale percepita:

  1. Secondo lei, c’è maggiore o minore criminalità in Italia rispetto a 5 anni fa?
  2. Nella zona in cui vive, secondo lei, c’è maggiore o minore criminalità rispetto a 5 anni fa?

Il grafico ci dice che, a gennaio 2017, il 78,3% degli intervistati pensa che la criminalità in Italia sia aumentata rispetto ai 5 anni precedenti. Questo valore è leggermente più basso rispetto a quello del gennaio 2022. Inoltre, secondo il 43,4% degli intervistati è aumentata anche la criminalità nella propria zona di residenza (valore più alto del 2012).

Gli indici di insicurezza sociale in Italia

Un’altra domanda posta agli intervistati riguardava la frequenza di preoccupazione personale, in generale e riguardo a specifici temi. Elenchiamo e spieghiamo il significato di questi diversi tipi di insicurezza, poi guardiamo ai dati!

  • Globale. Percentuale di persone che si sono dette “frequentemente” preoccupate per almeno una fra 4 questioni: ambiente e natura, sicurezza alimentare, globalizzazione, guerre.
  • Economica. Percentuale di persone “frequentemente” preoccupate per almeno una fra 4 questioni: soldi per vivere, disoccupazione, pensione, risparmi.
  • Politica. Percentuale di persone “frequentemente” preoccupate per l’instabilità della politica italiana.
  • Legata alla criminalità. Percentuale di persone “frequentemente” preoccupate per almeno una tra 4 questioni: furti in appartamento, furto dei mezzi di trasporto, scippi e borseggi, aggressioni e rapine.
  • Assoluta. Percentuale di persone che si dichiarano insicure su tre dimensioni (insicurezza economica, globale e legata alla criminalità).

Questi, quindi, i dati sugli indici dell’insicurezza in Italia al gennaio 2017.

Escludendo l’insicurezza assoluta, la percentuale di intervistati che si dice preoccupata è in aumento rispetto ai valori registrati a gennaio 2012.

I risultati di entrambe le rilevazioni – quella sulla criminalità percepita e quella sugli indici di sicurezza – si discostano però dai dati reali sui reati denunciati di cui sopra. Come mai questa differenza? A tal proposito, lo stesso rapporto offre un aiuto.

Insicurezza comunicata: i trend nei telegiornali italiani

Nel documento, infatti, compaiono anche i risultati delle analisi di migliaia di notizie tra gennaio 2007 e gennaio 2017. In questo contesto, sono state considerate le notizie passate nelle edizioni di prima serata di TG1, TG2, TG3, TG4, TG5 e STUDIO APERTO.

Ecco alcuni riscontri che fanno riflettere.

Queste due rilevazioni mostrano che, soprattutto a partire dal 2014, la presenza di notizie riguardanti criminalità, terrorismo, ambiente e immigrazione è cresciuta notevolmente nelle edizioni in prima serata di tutti i telegiornali. Questo nonostante l’Istat parli chiaramente di un calo dei relativi reati. 

Ancor più è il grafico sottostante sulla differenza tra numero di reati commessi, notizie mandate in onda e percezione di criminalità.

Insomma, la diminuzione dei reati non è stata evidentemente seguita da una diminuzione di notizie in merito, anzi. Tanto meno si è ridotta la percezione sociale di criminalità.

La cittadinanza come fonte di informazioni positiva e collaborativa

Lungi dal voler trarre conclusioni semplicistiche e affrettate, si può però tranquillamente affermare che tra percezione e realtà dei fatti c’è davvero un mare, se non un oceano. Conviene tenerlo bene in mente prima di trarre qualsiasi considerazione.

Non vogliamo cadere in questo errore e nemmeno minimizzare il tema della sicurezza/insicurezza. Al contrario, siamo convinti che i cittadini possono – e dovrebbero – essere una fonte di informazioni utili collaborativa, positiva e necessaria. Per farlo, però, devono poter trasmettere in modo efficace e sicuro quelle informazioni a chi di dovere.

Da qualche settimana, ci stiamo confrontando con amministratori locali e forze dell’ordine del Comune di Castenaso per capire quali informazioni, iniziative e strumenti sono importanti per affrontare al meglio il delicato problema della sicurezza in città. Dal canto nostro, vogliamo contribuire creando la soluzione adeguata alle esigenze di chi deve intervenire sui territori per rendere più serena la nostra quotidianità.

Solo quando Comuni e forze dell’ordine avranno in mano la soluzione giusta la cittadinanza potrà avere risposte puntuali ed efficaci.