5 Modi In Cui Abbiamo Innovato I Comuni (Nel 2017)

Il 2017 ci ha insegnato tanto riguardo i Comuni e l’innovazione, e durante l’anno abbiamo cercato di condividere idee, approcci e provocazioni per stimolare i Comuni che ancora guardano al cambiamento (digitale e non) con diffidenza a fare di più, meglio, e in modo più consapevole.

Nel primo post abbiamo parlato dell’importanza del potenziale insito in ogni organizzazione, un potenziale fatto di capacità non ancora sfruttate, curiosità, entusiasmo, voglia di imparare e di mettersi in gioco che appartiene tanto ai singoli quanto ai gruppi di lavoro. Mettere le persone nelle condizioni di esprimersi al meglio e sempre meglio è il primo passo per poter crescere come organizzazione.

Nel secondo abbiamo invece evidenziato l’importanza del potenziale dei nuovi (o futuri) cittadini, persone che se ignorate rischiano di crescere vedendo l’Amministrazione Locale come qualcosa di freddo e lontano, riducendo le possibilità che scelgano di prendere parte al benessere della comunità che avrebbe invece così bisogno delle loro energie e del loro entusiasmo.

Nel terzo post abbiamo parlato del potenziale che si trova intorno al Comune, cioè di tutto quello che singoli cittadini, comitati, associazioni, scuole potrebbero dare. Saper coinvolgere attori diversi, tenerli aggiornati e motivati, metterli in relazione sono abilità che il Comune dovrebbe coltivare per poter andare oltre i propri limiti e poter instaurare relazioni virtuose e orientate al benessere di tutti.

Il quarto tratta invece della piccola dimensione dei Comuni italiani e di come questo dovrebbe portare gli stessi a unirsi e fare squadra. Così come fanno le reti di impresa, tra PMI l’obiettivo deve essere quello di condividere risorse, esperienze e competenze per raggiungere obiettivi più grandi e sostegno durante il percorso.

Nell’ultimo post si è messo invece l’accento sul perché cambiamenti significativi dovrebbero essere scorporati in obiettivi più piccoli e raggiungibili e del perché in questo modo si trasforma un fallimento completo in una preziosa esperienza da tenere presente per il passo successivo.

Ogni volta che vediamo una situazione che funziona bene siamo noi i primi a essere contenti, e vogliamo impegnarci nel diffondere sempre di più queste buone pratiche. Speriamo che il 2018 sarà l’anno della condivisione virtuosa e di una positiva influenza reciproca verso la qualità dei servizi e delle relazioni, dell’efficienza dei processi e della soddisfazione di cittadini e funzionari.

Nel nostro piccolo faremo il massimo per renderlo possibile.