Le Buone Pratiche Per Innovare La PA: #V Fallimenti Veloci E Indolori. La Ricetta Dell’Innovazione

Tra le cose che i Comuni potrebbero imparare dal mondo delle startup ce n’è una che, più di tutte, potrebbe cambiare radicalmente i risultati ottenuti da Amministratori e Dirigenti.

Una startup è costretta a muoversi in un contesto inesplorato, e farlo con poche risorse. La situazione di un Comune non è poi tanto diversa.

Per trasformare questi ostacoli in opportunità si è cominciato a testare i progetti su piccola scala e velocemente, tenendo poi quello che funziona e cambiando invece il resto.

Invece di fare un progetto completo, spendere mesi nella realizzazione e poi sperare che il prodotto/servizio lanciato incontrasse i favori del mercato, si è cominciato a a sviluppare a step, e testare ogni passaggio per ricevere la validazione delle proprie ipotesi o nuove informazioni su cui elaborare correzioni. In ogni caso è un successo.

Introdurre i feedback nel ciclo di sviluppo permette di correggere il tiro quando ancora se ne ha la possibilità, quando c’è ancora margine di manovra, e prima che ingenti risorse siano state impiegate.

È insomma un modo furbo per abbassare il rischio e per capire in modo economico se qualcosa non sta funzionando (e magari non funzionerà mai).

Quanti progetti “nati morti” sono stati lanciati nel mondo Pubblico in questi ultimi 10 anni? Progetti acclamati e presentati in pompa magna, che hanno poi fallito alla prova dei fatti.

E allora non varrebbe la pena fare dei tentativi, procedere un passo alla volta, verificare che quanto pensato sia vero anche nel mondo reale, e poi procedere con l’interazione successiva?

 

Progettare (E Verificare) Scomponendo In Parti

Vediamo alcuni benefici dello scomporre progetti in sotto-parti, alternando le fasi della progettazione e dello sviluppo con quelle della prova sul campo.

  • Costa poco
    Un progetto piccolo costa molto meno di uno grande. Ottenere un budget a step è molto più facile che farselo assegnare tutto all’inizio
  • Riduce il rischio
    Non tutti i progetti vanno a buon fine, quando si fa qualcosa di nuovo il rischio è sempre presente
  • È più facile da sostenere
    Scommettere in un grande progetto è un salto nel vuoto, mentre sostenere una iniziativa che ha costi e rischi più limitati richiede molto meno coraggio. Trovare sostenitori all’interno dell’organizzazione è quindi più semplice
  • È più snello da approvare
    Quando le risorse necessarie sono inferiori, minore sarà anche il numero di autorizzazioni necessarie per l’approvazione. Così i tempi burocratici si accorciano, che è sempre una buona cosa
  • Ti da risultati veri
    Fare un primo prototipo ti permette di passare dalle presentazioni, dagli schemi e dai ragionamenti alla realtà. Se qualcosa non funziona lo si può mettere a posto, se non si può mettere a posto il progetto finisce con il numero minimo di risorse e tempo impiegati
  • Fornisce una validazione
    Nel caso invece in cui il primo passo ottenga i risultati sperati sarà poi più facile coinvolgere altre persone, avere elementi concreti da portare agli scettici e in generale sfruttare l’entusiasmo per ottenere il permesso di fare i passi successivi, alzando l’asticella dell’ambizione.
  • È aggiustabile
    Quando un progetto grande non va come sperato difficilmente potrà essere rimesso in pista, un po’ perché le risorse destinate sono finite, un po’ perché è complicato capire da dove cominciare, e dove si finirà. Un progetto all’inizio del suo ciclo di vita può essere modificato e migliorato con poche risorse e senza grandi ritardi, e ciò che si è imparato potrà essere utilizzato per il resto dello sviluppo. Questo permette a un progetto imperfetto ma valido di ricevere gli aggiustamenti necessari per mostrare tutto il suo potenziale.

 

I Motivi Di Un Approccio Poco Diffuso Nella PA

Se i benefici sono così numerosi allora perché non è un approccio diffuso nel mondo pubblico?
Ho provato a darmi qualche risposta, non sono sicuramente tutte ma è comunque un punto di partenza.

  1. Non c’è la mentalità: non è un approccio che è stato utilizzato in passato, ed è quindi sconosciuto tanto ai proponenti quanto a chi deve approvarlo. Spesso il problema è che non ci si pensa, lo sviluppo a piccoli passi non è uno degli approcci che vengono valutati
  2. Non conviene proporlo: non essendo un modo di procedere conosciuto, farselo approvare richiede le stesse energie del farsi approvare l’intero progetto. E allora a parità di fatica tanto vale proporre il progetto intero.

Ed ecco quindi che la poca conoscenza di chi deve decidere elimina, da parte di chi propone progetti, qualsiasi interesse nel ragionare come farebbe una startup.

E i progetti continuano a essere bocciati (o ignorati) nella maggioranza dei casi, e quei pochi che vengono approvati ricevono le risorse necessarie senza che qualcuno si preoccupi del fatto che il rischio del fallimento sia stato minimizzato.

Ogni tanto le cose vanno bene perché esistono le persone brave e quelle fortunate, ma non per questo la decisione presa è stata la migliore possibile. Fare meglio è possibile, e in questo caso siamo fortunati: significa anche fare meno.