Le Buone Pratiche Per Innovare La PA: #3 Coinvolgere Realtà Esterne Al Comune

La Pubblica Amministrazione in Italia è troppo chiusa verso il mondo esterno, e questo le costa tempo, soldi e opportunità.

I sistemi aperti, per la loro capacità di attrarre idee e input, sono infatti più predisposti al cambiamento, reattivi ai mutamenti di contesto, e capaci di innovarsi.

Sostenere una posizione refrattaria al contesto intorno può essere sì confortevole nel breve periodo, ma non è una posizione a lungo sostenibile (e i suoi limiti sono ormai piuttosto visibili).

Perché dunque non aprirsi all’esterno e farsi aiutare?

Intorno a un Comune (ma il discorso si potrebbe allargare al resto della PA) ci saranno realtà che hanno affrontato, o stanno affrontando, gli stessi problemi e le stesse difficoltà. O che magari da anni lavorano proprio per risolvere quello stesso problema ma in ambienti diversi.

Se è vero che “non si può risolvere un problema con lo stesso approccio che l’ha generato”, coinvolgere attori esterni non è una possibilità ma una assoluta necessità. Avere qualcuno con una visione più ampia o comunque diversa, e sicuramente meno influenzata da quella galassia di dettagli e specificità capaci solo di distogliere lo sguardo da ciò che davvero conta.

Certo, servirsi di esterni potrebbe sembrare l’ennesimo modo per impoverire le competenze interne.

Ma se l’obiettivo fosse proprio il contrario?

Questa influenza esterna dovrebbe essere presa come opportunità di apprendimento, organizzativo e individuale, resa possibile grazie alle competenze e talenti presenti al di fuori della propria struttura.

Nelle aziende, oltre all’ingaggiare consulenti e formatori, si invitano spesso personalità che possano fornire stimoli alla propria organizzazione. Sono momenti di crescita.

E perché, allo stesso modo, il Comune non potrebbe coinvolgere il ristorante del territorio che tanti riconoscimenti ha ricevuto per il proprio servizio, per farsi raccontare come gestisce i propri clienti?

E allora perché non coinvolgere un’agenzia di comunicazione per farsi insegnare a scrivere contenuti, email e documenti efficaci e semplici da capire per chi leggere?

E anche la piccola azienda locale, sviluppatrice di software, potrebbe raccontare buone e cattive pratiche nella scelta di nuove soluzioni.

E perché non i cittadini? Un contest fotografico ben gestito potrebbe fornire al Comune nuovo materiale per la foto istituzionale da mettere sul sito istituzionale o nel profilo Facebook.

Insomma, perché la Pubblica Amministrazione non cerca di farsi aiutare da tutte le energie, i talenti e le possibilità del proprio territorio?

Se è vero che in un periodo di ristrettezze economiche diventa difficile imbastire grandi progetti è altrettanto vero che spesso le iniziative migliori sono quelle che partono piccole, esplorano possibilità, e poi si ingrandiscono da sole grazie alla loro capacità di risolvere un problema esistente.

E il più delle volte queste piccole iniziative non costano denaro ma coraggio per prendere la decisione, tempo per instaurare rapporti con gli attori, e umiltà per chiedere una mano.

Insomma, qualcosa che non si può comprare e, forse proprio per questo, più difficile da immaginare.

 

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