Le Buone Pratiche Per Innovare La PA: #2 Trasformare I Più Giovani In Cittadini

Una settimana fa eravamo a Scerni (Chieti), in Comune a presentare Comuni-Chiamo ai cittadini. Con nostra sorpresa erano stati invitati i ragazzi delle scuole medie, prima volta che ci succede in cinque anni di attività.

Perché è una notizia che vale la pena essere raccontata?

Perché secondo noi è un’ottima idea, di quelle che permettono anche di ragionare su principi generali molto importanti per migliorare il rapporto con i propri cittadini (o costruirne uno proficuo).

 

Il Comune Si Apre A “Nuovi Cittadini”

Coinvolgere i cittadini in eventi e iniziative è un compito difficile e sempre più difficile. Senza soffermarci troppo sui motivi (che meriterebbero un post a parte), per farlo una prima soluzione potrebbe essere ampliare il bacino di cittadini a cui ci si rivolge, parlando a ciascuno nel suo linguaggio, con i suoi tempi, attraverso i suoi canali. Coinvolgere i ragazzi organizzando eventi “fatti per loro” è un ottimo punto di partenza.

 

Si Apre All’Improvvisazione

Coinvolgendo i ragazzi ci si apre al “fuori copione”, a un’energia che inizialmente sembra strana, se paragonata all’atmosfera che si respira nel mondo del Pubblico. Dopo l’incontro sono ancora più convinto che questo caos genuino non possa che far bene, specialmente alle persone che ne vengono a contatto. In un ambiente abituato all’avere tutto sotto controllo, uscire un po’ dalla zona comfort non può che sortire effetti positivi.

 

Si Cambia Gradualmente

L’altro aspetto a cui non avevo pensato era l’utilizzare i ragazzi come sperimentatori del servizio: spiegare loro che ora possono dialogare con il proprio Comune con un’app, fargliela provare e poi lasciare che la usino. Da una parte coinvolgi persone che altrimenti non avrebbero mai partecipato, dall’altra ti approcci al cambiamento in maniera graduale, con un gruppo di cittadini alla volta, così da valutare come va e nel caso intervenire per tempo. Certo si potrebbe cominciare coinvolgendo alcuni cittadini “fidati”, ma partire dalle scuole dovrebbe essere un’idea da prendere in considerazione, e in alcuni casi addirittura consigliata.

 

Investire Sui Giovani Del Territorio

L’ultimo punto è probabilmente il più scontato, ma non per questo meno importante: si investe sui giovani. E lo si fa in un modo che non richiede altre risorse se non tempo e volontà di farlo. In questo caso è bastato un evento che gli raccontasse una realtà, che li facesse sentire parte di qualcosa e che li responsabilizzasse nel fare la loro parte, in un percorso immaginato per formarli a diventare cittadini collaborativi. Ne hanno beneficiato le scuole, il Comune e i ragazzi stessi. E allora, perché non favorire queste iniziative?

Usciti dall’evento di Scerni ci siamo chiesti in quanti altri ambiti si potrebbero coinvolgere le scuole in attività ad oggi riservate al Comune o a una ristretta parte della cittadinanza.

Ci sono venute un paio di idee, le scriviamo qui sperando di poter presto raccontare di realtà che le hanno messe in pratica, coinvolgendo cittadini di tutte le età.

  • Ogni Comune ha una “foto principale” su Comuni-Chiamo (ma anche nel sito istituzionale, su Facebook, ecc. ). Perché non istituire un contest in cui i cittadini possano proporre una propria foto? La foto potrebbe cambiare ogni tre mesi, come le stagioni, per avere sempre una foto aggiornata e una partecipazione continua nel tempo.
  • Sul sito, sul portale turistico (e ora anche sull’app Comuni-Chiamo) il Comune può diffondere contenuti relativi al proprio territorio. Perché non farli scrivere dai cittadini? Penso alle ricerche fatte a scuola dai ragazzi sui monumenti “locali”, alle pagine Facebook nate spontaneamente da cittadini che volevano raccontare il territorio (o la sua storia)… Possibile che tutta questa energia non possa essere catalizzata e amplificata?

 

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